Tutela di marchi e brevetti

Tutelare i propri marchi e brevetti è possibile: in primo luogo è fondamentale procedere alla loro registrazione. Chiunque ne faccia un uso improprio verrà punito secondo quanto stabilito dall’art. 473.

Come funziona la tutela dei marchi e dei brevetti

Prima di capire come funziona la tutela di marchi e brevetti, vediamo cosa si intende concretamente con questi due termini. Il marchio è un segno rappresentabile graficamente che identifica un servizio o un prodotto: grazie ad esso si riconosce la provenienza degli stessi da una certa impresa. Per chi inizia un’attività, registrare il marchio ha un’importanza strategica fondamentale in quanto consente di accrescere la propria reputazione e mira a far aumentare in modo esponenziale il valore del bene. Un brevetto, invece, è un titolo giuridico che conferisce all’inventore un monopolio esclusivo della propria invenzione limitato nel territorio e nel tempo.

Come procedere alla tutela dei marchi e dei brevetti? È necessario registrarli rivolgendosi all’Ufficio Brevetti e Marchi o presso una Camera di Commercio qualsiasi, dopo aver verificato con un professionista che non ne sia già presente uno simile e presentare l’apposita domanda.

L’importanza dell’art. 473

Dopo aver depositato un marchio o un brevetto nessuno può utilizzarlo senza il consenso della società o del suo inventore. Ciò è stabilito dall’art. 473, che afferma che chiunque, a conoscenza del titolo di proprietà industriale, venga sorpreso a contraffare o alterare i marchi o i segni distintivi delle opere dell’ingegno o dei prodotti industriali (oppure fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati) è punibile con una multa che varia da 2.500 euro a 25.000 euro e, soprattutto, con la reclusione da sei mesi a tre anni. Per quanto riguarda i brevetti, sempre l’art. 473 predispone una sanzione da 3.500 euro a 35.000 euro e una pena di reclusione che varia da uno a quattro anni.

Come avviene la contraffazione dei marchi?

Si parla di contraffazione dei marchi quando si riproduce un bene in modo talmente fedele da arrivare ad ingannare anche un esperto o un commerciante, salvo un’attenta perizia dello stesso. Questo termine non è sinonimo di “pirateria” che consiste sempre nella riproduzione di un bene, ma in maniera piuttosto grossolana, tanto che l’utente è consapevole di trattare, commercializzare o acquistare un bene in violazione del diritto di autore. Data l’importanza della contraffazione dei marchi, questo reato viene punito in modo esemplare, secondo quanto previsto dall’art. 473.

Il reato di contraffazione della firma: cosa si rischia?

Differente è il reato di contraffazione della firma, ma non per questo meno grave. Se la firma stessa è infatti destinata ad un atto pubblico si rischiano fino a 10 anni di carcere (secondo l’articolo 476 del Codice Penale). Per quanto riguarda invece la contraffazione della firma in atto privato, grazie al decreto legislativo 7/2016 sono stati depenalizzati 40 casi di falso in scrittura privata. Per cui non si incorrerà in una condanna penale o in una reclusione, ma al pagamento di una sanzione pecuniaria.

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