Montepaschi prepara la vendita di 2 miliardi di NPL chirografari

Montepaschi prepara la cessione di circa 2 miliardi di crediti unsecured e chirografari, cioè non assistiti da alcun tipo di garanzia reale. L’operazione secondo le indiscrezioni sarebbe stata lanciata nelle ultime settimane e inizierà concretamente, con l’avvio dell’asta dopo la scelta del team di consulenti, a settembre. I crediti oggetto di venga sono quelli esclusi dalla cartolarizzazione da oltre 24 miliardi conclusa con Quaestio Capital Sgr, una delle più grandi mai realizzate in Europa ed elemento determinante del piano di ristrutturazione e di rilancio della banca concordato con le Autorità Europee. I due miliardi di crediti in sofferenza, non rientrati dunque nel perimetro della operazione principale, sarebbero in particolare una moltitudine di posizioni derivanti da leasing e molte altre di taglia più piccola. Questo tipo di transazioni solitamente richiamano l’interesse di operatori specializzati come Kruk, Hoist, Banca Ifis e Anacap. L’istituto, contattato dal Sole 24 Ore, non ha rilasciato commenti sull’operazione in corso. In ogni caso questo tipo di cessioni solitamente viene finalizzato a prezzi molto bassi in quanto si tratta di portafogli già ampiamente svalutati.
A fianco di questo processo e della maxi-cartolarizzazione, Mps sta lavorando anche sulla riduzione del portafoglio dei prestiti Utp-“unlikely to pay”. L’istituto nel piano di ristrutturazione ha infatti individuato un target di riduzione del portafoglio degli Utp di 4,5 miliardi di euro al 2019, di cui 1,5 miliardi ogni anno. Già nel 2017 è stato superato l’obiettivo indicato nel piano.E i target dovrebbero essere raggiunti anche quest’anno. La strategia su questo fronte prevede di mettere in asta settimana per settimana singoli ticket, così da massimizzare i possibili ritorni.
La banca guidata da Marco Morelli sta dunque proseguendo nel piano di ristrutturazione. A fine marzo il risultato dell’istituto è stato positivo per 188 milioni di euro, contro il rosso di 169 milioni dei primi tre mesi dell’anno precedente. E proprio la pulizia di bilancio ha influito pesantemente sui bilanci passati, se si pensa che nell’intero 2017 la perdita è stata di 3,5 miliardi proprio a causa delle rettifiche sui crediti. Se si esclude la mega-cartolarizzazione effettuata con Quaestio (che ha ricevuto il rating “investment grade” per la tranche senior da 2,918 miliardi, quella maggiormente garantita), la banca senese sta proseguendo nell’opera di riduzione dei crediti deteriorati. Al 31 marzo 2018, la percentuale di copertura è del 68,8%, in aumento rispetto al 31 marzo 2017 (pari a 54,3%) e rispetto al 31 dicembre 2017 (pari a 65,5%). Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, il Cet 1 ratio è al 14,4% (rispetto al 14,8% di fine 2017) ed il total capital ratio è al 15,8% (contro il 15% di fine 2017).

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