Come procedere per la revisione dell’assegno di mantenimento

Nel momento in cui ci si separa e si hanno dei figli, una delle questioni più spinose da affrontare a livello legale è la determinazione dell’assegno di mantenimento. Questo viene calcolato dal giudice secondo diversi parametri, i quali possono cambiare nel tempo: in tal caso si parlerà di revisione dell’assegno di mantenimento.

La riduzione dell’assegno per il mantenimento dei figli

Una volta quantificato, l’importo dell’assegno di mantenimento non rimane statico nel tempo, ma può essere modificato. La riduzione dell’assegno per il mantenimento dei figli o il suo aumento può avvenire sia per la rivalutazione secondo gli indici Istat sia per fatti o circostanze sopravvenute successivamente che coinvolgono la situazione patrimoniale dei coniugi; un esempio è il  mantenimento dei figli da parte di un padre disoccupato. La revisione delle condizioni di separazione è richiesta solitamente per il peggioramento o miglioramento delle capacità economiche, per le accresciute esigenze dei figli e per la costituzione di un nuovo nucleo familiare. Un’agenzia investigativa subentra qualora si debba dimostrare, ad esempio, che il coniuge beneficiario abbia iniziato a svolgere un’attività lavorativa percependo un proprio reddito anche “in nero”, come sancito dalla sentenza della Cassazione n. 19042/2003. BD Service è la società ideale per procurarsi prove finalizzate a richiedere la revisione dell’assegno di mantenimento.

Il calcolo dell’assegno di mantenimento dei figli

Il calcolo dell’assegno di mantenimento dei figli deve essere effettuato da un giudice competente in quanto si devono analizzare svariati fattori. Al di là dell fatto che si debba determinare l’assegno di mantenimento al figlio naturale o adottivo, questo sarà commisurato al reddito complessivo della famiglia e alla necessità di assicurare una tutela ai figli e al coniuge economicamente più debole. Vengono così eliminati gli squilibri reddituali che possono andare ad incidere sul tenore di vita. Lo scopo è dunque quello di ripristinare le condizioni economiche precedenti alla separazione, sulla base del principio di equità. Tra i parametri che vanno ad influenzare il calcolo dell’assegno di mantenimento dei figli vi è, oltre ai redditi percepiti dai due ex coniugi, anche il valore locatizio delle proprietà immobiliari.

L’assegno di mantenimento al figlio maggiorenne

L’obbligo di versare l’assegno di mantenimento al figlio maggiorenne continua con il raggiungimento dei 18 anni? La risposta è affermativa. L’articolo 337 septies del codice civile prevede che in caso di separazione, divorzio o scioglimento del matrimonio, il giudice potrà disporre il versamento di un assegno periodico anche in favore dei figli maggiorenni. Il genitore deve dare gli alimenti al figlio maggiorenne disoccupato? Il mantenimento varia non solo in base all’età della prole, ma a seconda della sua condizione economica. Se il genitore prova che il figlio abbia rifiutato la possibilità di un’autonomia economica non accettando un lavoro congruo, egli potrà sospendere l’assegno di mantenimento al figlio maggiorenne.

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